Il Bitcoin non è una bolla, bensì l’HIV delle “fiat money”

Il bitcoin anche alle quotazioni odierne non paventa, a mio avviso lo spettro di una nuova ed ennesima bolla finanziaria. Anzi, le probabilità che nei prossimi 12 mesi il suo valore arrivi a 100.000 $ sono superiori a quelle che lo danno di ritorno ai 2.000 $.

Il perchè di questa mia convinzione risiede nella spiegazione al forte incremento della domanda di bitcoin, fornita magistralmente da Marco Cavicchioli in questo suo articolo di ottobre 2017 : https://www.ilbitcoin.news/bitcoin-la-bolla-non-scoppiera/  

Ma quello che mi preme porre alla tua attenzione, mio caro follower-seguace-fan, o semplice lettore, è la riflessione condotta da  – beatotrader – (https://it.paperblog.com/il-bitcoin-non-e-una-bolla-ma-piuttosto-un-virus-benefico-3754742/ ) sulla possibilità che il bitcoin possa essere considerato come un “virus benefico”, capace di uccidere le valute tradizionali o fiat money, considerate cattive in quanto portatrici di solo “debito”, salvaguardo, incorporandolo, invece il concetto di “valore”.

Stimolato da questa meta-fantasia (bitcoin/virus), ho approfondito il tema e con mia grande sorpresa ho scoperto una “entusiasmante” similitudine tra il processo di sviluppo del virus HIV e l’impennata delle quotazioni del bitcoin.

Come potete osservare nel grafico sottostante, dopo un periodo  abbastanza lungo di “apatia ” o stasi nelle quotazioni del bitcoin (dal 2013 ad aprile 2017), assistiamo in questi ultimi mesi ad una loro impennata violenta:

Adesso, di seguito, visionate questo grafico, soffermandovi sulla sola linea rossa.

Anche qui potete osservare come dopo un lungo periodo di stasi o incubazione (da circa 1 anno dall’infezione a quasi 9 anni dopo) il grafico si impenna con la stessa “violenza” del bitcoin. Ma qui stiamo parlando del virus dell’HIV.

Addirittura possiamo anche calcolare matematicamente lo sviluppo di questa “impennata” delle quotazioni o dei valori del virus, grazie all’equazione logistica, conosciuta anche come modello di Verhulst pubblicata per la prima volta nel 1838.

Pierre F. Verhulst derivò la sua equazione per descrivere le auto-limitazioni di crescita di una popolazione biologica. Ma, nel 2009, Murray Borne, fa ricorso al modello di Verhulst  per mostrarne una applicazione concreta al caso della diffusione del virus H1N1, come riportato nel grafico sottostante:

Possiamo pertanto concludere come la curva di crescita del bitcoin rispecchia il grafico standard dell’espansione di un virus molto aggressivo.

La domanda che mi e vi pongo è allora questa: quanto durerà l’infezione del bitcoin prima che si arrivi ad una cura? Per l’HIV, non è ancora stata trovata….

 

Antonio Mazzone

Ceo Bancadvice.it SAS

 

 

 

 

 

 

 

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