Il bancario sogna di diventare Consulente Finanziario…ma poi si sveglia!

 

E’ iniziato da alcune settimane l’ “anacronistico” confronto tra l’Abi (l’Associazione Bancaria Italiana) e i sindacati dei lavoratori del settore creditizio per il rinnovo del contratto di categoria. Riguarda circa 300 mila dipendenti delle banche che chiedono aumenti medi di 200 euro lordi al mese,corrispondenti a un incremento del 6,5%. Ovvero, un costo per il sistema bancario di oltre 3 miliardi di euro nel triennio.

I sindacati e in parte i bancari stessi, però, sembrano sottovalutare gli effetti della rivoluzione tecnologica che sta trasformando completamente l’ambiente della banca, le funzioni e i ritmi di lavoro. E prima di chiedere alla propria banca cosa può fare per loro, sono i dipendenti bancari a dover cambiare e anche velocemente. In attesa che questa rivoluzione bancaria copernicana si compia davvero, abbiamo un risultato immediato fatto di: migliaia di filiali chiuse, migliaia di esuberi bancari che rendono, nell’immediato, la vita di chi rimane in banca sempre più complessa: meno risorsepiù complessitàmeno efficienza.

Una reale e formidabile prospettiva per il bancario (almeno per il 10% del totale) è quella di diventare un Consulente Finanziario iscritto OCF.

Ma qui ci attende il compimento di una altra rivoluzione: trasformare il bancario-dipendente in imprenditore.

Perchè, come ci ricorda il dott. Fabrizio Crespi di conTemplata: “…occorrono attitudini all’organizzazione del lavoro, alla proattività verso la clientela, al marketing e al personal branding, nonché capacità relazionali, consulenziali (ad ampio raggio) e comunicazionali di cui spesso sono carenti gli ex-bancari.…”

Si tratta, in definitiva, non tanto di cambiare posto di lavoro, ma di cambiare lavoro.

Il primo passo?

Non fare da soli, ma affidarsi a professionisti del settore – head hunters e recruiters specializzati – che aiutino il bancario a scegliere bene la nuova società mandante, valutando 4 aspetti fondamentali:

a) tecnologia all’avanguardia

b) formazione continua e di eccellenza

c) presenza di managers di rete esperti nella costruzione, messa in opera e MANTENIMENTO di BEP personali (*)

d) possibilità di mantenere attive le tre modalità di “inquadramento” del cliente: classico (ordinario) – sotto consulenza “on Top” – sotto consulenza “fee only”.

La posta in gioco per l’ex bancario ora CF a partita IVA?

1) ECONOMICS (contributi avvio attività+compensi straordinari+compensi ordinari+rappels) pari anche a 10 volte l’ultimo RAL

2) NO obiettivi e campagne prodotto da realizzare

3) NO orari da rispettare tassativamente

4) NO ferie da chiedere e concordare

(*) della costruzione, monitoraggio e mantenimento del proprio BEP rimando ad un nuovo approfondimento.

 

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