Il mito del consulente perfetto !

Ho appena terminato la lettura di “Russofobia- mille anni di diffidenza” di Guy Mettan e ho avuto una illuminazione.

In un passaggio di questo splendido libro, a pag. 350, mi è sembrato di rivivere la querelle avviata da Anasf ed Assoreti sulla possibilità concessa ai CF autonomi di esercitare la loro attività professionale fuori sede.

Ebbene, è proprio vero che per convincere non è sufficiente mettere in fila delle parole. Ribadire continuamente le stesse frasi sulla tutela del risparmiatore che è massima solo nel rapporto con il CF a ofs finisce per stancare.

La costruzione del discorso è dunque una tappa necessaria ma non sufficiente. Per essere efficaci ed arrivare al grande pubblico bisogna anche elaborare un racconto, narrare una storia che abbia senso. Bisogna costruire un mito (quello appunto del CF a ofs come il vero ed unico consulente perfetto per il risparmiatore) che sia facile da inserire nell’immaginario collettivo, in vista dell’introduzione della MIFID II.

Ma la costruzione del racconto del duo Anasf-Assoreti si rivelerà presto infinitamente complessa. Più che un racconto, si tratta di un metaracconto, come dicono gli analisti del linguaggio. E’ una narrazione nella narrazione, una storia nella storia, con intrecci ed incastri come una matrioska: consulenza finanziaria indipendente, consulenza finanziaria su base non indipendente, consulenza finanziaria su base ibrida, consulenza finanziaria fee on top.

Un fatto rinvia ad un altro, un evento a una serie di eventi, un’opinione ad altre opinioni in altre epoche, in altre culture finanziarie, in altri continenti. Ma sempre queste storie hanno a che fare con il mito della supremazia del modello italico di distribuzione di servizi finanziari rispetto all’Europa e persino agli Usa.

Questo agglomerato di racconti finisce per costituire un iperromanzo, dando origine ad una nuova mitologia, quella del feroce CF autonomo a ofs sempre pronto a ripararsi nella foresta del “fee only” per avventarsi sul piccolo risparmiatore ancora frastornato dalle “sole” rimediate dalla sua amatissima banca.

Questo mito ha una funzione, dicono gli antropologi: “sostituire la verità per meglio placare le apprensioni e dare delle spiegazioni che riportino la tranquillità”. Letteralmente, un metaracconto è un “racconto sulla realtà che ha funzione di giustificare il passato ed il presente”.

 

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