N26 la vera “disruption machine” del mondo bancario italiano.

N26 è la prima banca al mondo che è stata ideata e costruita per esistere solo su smartphone, niente unità fisiche presenti sul territorio. Pensata e realizzata da due amici austriaci (Valentine e Max) nel 2013. Ha scelto di operare fin da subito, non in patria ma a Berlino e prendere la licenza bancaria tedesca. A differenza di molte realtà fintech, N26 ha un vero core banking, è banca vera e propria. La sua piattaforma è totalmente digitale su cloud proprietario e con sviluppatori solo interni. Ha raggiunto circa 300 dipendenti. La particolarità è che N26 offre ai suoi clienti non solo prodotti e servizi propri ma anche quelli di altre società Fintech partner, ma tutte accessibili direttamente da un’unica App N26. Ha raggiunto oltre 550.000 clienti ed in Italia si avvia a chiudere il primo anno di attività con oltre 55.000 clienti. N26 è una tra le poche realtà che per l’insurance card, è collegata direttamente con la società Mastercard senza passare per service provider. Inoltre, grazie al suo team di credit scoring interno, riesce ad erogare un prestito ai suoi clienti fino a 25.000 euro in 1 solo minuto. E’ riuscita a catturare la clientela “millenials” perchè si è concentrata fin da subito nella ricerca di esperienze emozionali per l’acquisto dei suoi prodotti e servizi, con un attenzione maniacale al design. Ricordiamo che i “millenials” a differenza della loro generazione precedente, non sono interessati ad acquistare oggetti “status symbol”, come ad esempio una Bmw o una Mercedes.Ma con la stessa cifra preferiscono casomai fare una serie di viaggi intono al mondo. Fare tanti selfies e postarli subito su tutti i loro canali socials. Saranno poi i “likes” e le “condivisioni” ottenute a decretare se sono “cool”, “trendy” o “influencer”. Non il possesso di beni o oggetti.

Ho avuto modo ieri, durante il road show romano al Talent Garden Poste, di dialogare con Matteo Concas, General Manager per l’Italia. Enfant prodige della finanza internazionale M&A, stanco dell’esperienza londinese ed in cerca di nuovi stimoli professionali, non è stato un solo giorno “a spasso”. Ma terminato il suo “garden leave”, è stato immediatamente “catturato” dai due fondatori austriaci e portato a Berlino.

 

 

 

 

Antonio Mazzone con Matteo Concas, GM Italia N26

Perchè ho intolato N26 come “disruption machine” delle banche italiane tradizionali? Semplice. N26 investe circa il 90% delle sue risorse finanziarie nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi per la sua clientela. A breve, offrirà una versione “professional” o “business” del suo conto per le persone fisiche titolari di PIVA. Ma, la sua vera forza è nell’investimento in A.I. ed in particolare nella “machine learning”: la velocità e la precisione dell’apprendimento automatico consentiranno ai servizi finanziari di rispondere alle sfide relative a efficienza e costi. Si prevede che nei prossimi cinque anni l’apprendimento automatico (o “machine learning”), una branca dell’intelligenza artificiale, diventerà uno standard nei servizi finanziari. Come mostrano le prove di concetto (POC) e i casi d’uso, le molteplici applicazioni dell’apprendimento automatico influenzeranno diverse funzioni aziendali. La prevenzione delle frodi, i servizi di consulenza, la conformità normativa e il punteggio di credito offriranno enormi opportunità di crescita per l’applicazione dell’apprendimento automatico nei servizi finanziari ( by redazione BItMAT).

Il più grande vantaggio delle soluzioni di apprendimento automatico è la loro capacità di imparare da ogni transazione e istanza. Oggi le aziende e i consumatori si sentono maggiormente a proprio agio con i servizi ibridi. Tuttavia, il fatto che le macchine si stanno evolvendo rapidamente, imparando continuamente e usando le conoscenze acquisite per migliorare la soddisfazione e l’esperienza del cliente è il maggiore fattore di differenziazione”, afferma Deepali Sathe, analista Senior del gruppo Digital Transformation di Frost & Sullivan. “L’apprendimento automatico consente velocità e precisione, che sono elementi cruciali per le capacità delle aziende di servizi finanziari di affrontare le sfide legate all’efficienza e ai costi”.

Gli imperativi strategici per il successo e la crescita comprendono:

  • Diversi operatori del settore, come i regolatori, gli operatori storici e le start-up collaborano per creare un ecosistema forte in grado di sfruttare appieno il potenziale dell’apprendimento automatico.
  • Fornire un accesso sicuro ai dati per consentire ai sistemi di apprendimento automaticodi identificare i comportamenti normali e anomali.
  • Facilità d’uso e sicurezza dei dati e delle transazioni quando si utilizzano servizi di robo-advisory.
  • Possibilità di raccogliere sia dati strutturati che non strutturati per consentire all’apprendimento automatico di padroneggiare le abilità cognitive e individuare i comportamenti che indicano modelli fraudolenti.
  • Algoritmi back-end forti per fornire risultati pertinenti per servizi come il punteggio di credito e l’inclusione finanziaria.

E non dimentichiamo che tra pochi mesi, vedrà applicazione in Italia la direttiva PSD 2, con la quale si concretizza il concetto di banca “aperta”. La direttiva europea propone nuovi servizi basati sull’accesso ai conti e il potenziale del sistema bancario “aperto” si può concretizzare grazie all’adozione di API che permettano di accedere in sicurezza alle informazioni.

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