P.I.R. tutto quello che bisogna sapere su questo strumento innovativo

 

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PIR assicurativo batte PIR finanziario.

Ebbene si, leggendo le linee guida del MEF, si vengono a scoprire dettagli interessanti. Ad esempio (fermo restando per entrambe le soluzioni l’ “holding period”), solo nel PIR assicurativo (ramo I, ramo III, soluzioni I+III e ramo V):

“i rendimenti che si cumulano durante l’investimento non possono essere considerati nuovi investimenti e, quindi, possono consolidarsi anche oltre i limiti all’investimento qualificato come “PIR conforme” (30.000 € all’anno e 150.000 € nel complesso)”.

Attenzione!!!
Se è vero che può essere titolare di un PIR anche un minorenne, in caso di PIR assicurativo il titolare del PIR è il contraente, quindi solo maggiorenne, a meno che non sia autorizzato a farlo da un giudice tutelare.

Per entrambe le forme (assicurativo e fondo di fondi) il requisito “soggettivo” della residenza in Italia, per il mantenimento dei vantaggi fiscali, ovvero per evitare di applicare il meccanismo del recupero a tassazione ,è indispensabile mantenerlo per il periodo minimo di 5 anni.

Ed infine, segnalo che in caso di decesso del titolare del Pir, non vi è tassazione in capo all’erede dei redditi percepiti dal de cuius in relazione a strumenti finanziari per i quali non è stato maturato l’holding period, ivi compresi i redditi di capitale delle quote di oicr detenute nel piano maturati alla data di apertura della successione che, diversamente, sarebbero sottoposti a tassazione al momento dell’intestazione in capo all’erede. Fantastico, non vi pare?

Attendiamo, cmq, la inevitabile prossima circolare dell’AdE per fugare ogni eventuale dubbio in ambito applicativo.

Stay tuned!

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